martedì 17 novembre 2009
One pose per second
...intanto sono stato a Lisbona, e un pomeriggio mi sono ritrovato in una delle enormi sale del Museu Colecção Berardo e uno schermo gigante mandava il viso di Amalia Rodrigues che cantava, in italiano, 'Canzone per te' di Sergio Endrigo e mi sono sentito fieramente italiano al cospetto di quelle parole, fra le piu' belle mai prestate a una canzone.
Note drammatiche e seducenti risuonavano ovunque lungo gli ampi corridoi del museo, rendendo l'atmosfera vibrante.
C'è un senso di malinconia inebriante, mefitica, che ha il colore del sole e della salgemma, che va cercato in quei luoghi, come il Portogallo o il Brasile, che sanno di eterna partenza e quasi mai di ritorno. Per tutto ciò c'è un termine, 'saudade', che percorre una lunga spina dorsale, le cui vertebre si chiamano Jobim, Vinicius de Moraes, Amalia Rodrigues, Nara Leao e si sentono negli echi esotici degli arrangiamenti di Benjamin Biolay.
A fianco a me c'era una comitiva di settantenni intrippatissimi per un'installazione di Joana Vasconcelos, ed era tangibile l'enstusiasmo dei nonnini al cospetto di modi così stravaganti di celebrare lo sguardo della loro prima diva nazionale. Nell'anniversario della sua scomparsa la mostra celebra magnificamente la vita e l'opera di Amalia, all'interno di uno dei piu' importanti e meglio concepiti spazi per l'arte contemporanea in Europa.
Se avete due giorni prenotate un volo per Lisbona, la piu' bella fra le cenerentole d' Europa, e andate a questa mostra.
Capirete quanto una nazione possa donare gratitudine e amore alla memoria di un'artista, utilizzando un linguaggio colto e popolare al contempo. Ovviamente l'accesso è semplice e gratuito, nonostante per la sola fornitura elettrica del Museu si spenda quanto il comune di Milano stanzia in un anno per rendere piu' accessibile la cultura in città.
Al piano superiore dell'enorme centro espositivo trovate un altro allestimento, anch'esso ricchissimo, volto a celebrare il rapporto fra spazio e tempo nell'arte degli ultimi cento anni: partendo da Marinetti si passa per il Bauhaus e Richter. Alla fine arriverete in una sala con tanti televisori posati a terra e delle cuffie. Non state sognando: sono video musicali. Ci troviamo in una nazione solare e mediterranea, come noi appassionata di football, cibo e religione, ma qui vedrete sigonore over settantenni battere il piedino rapite dai movimenti di Miranda July in 'Top ranking' dei Blonde Redhead o stupirsi di fronte al caleidoscopio di 'Rest my chemistry' degli Interpol. E non le vedrete uscire fino a che i video non sono terminati (ci sono anche Aphex Twin e Air).
All'inizio sorriderete compiaciuti, poi vi ricorderete della patria che vi attende, con i suoi titoloni allarmistici sull'epidemia e gli articoli del Corriere su Laura Scimone e piano piano il sorriso svanirà. La mostra in questione si chiama 'Quick, quick, slow' ed anch'essa, ovviamente, è gratuita.
La sera stessa ho mangiato a pochi euri in uno splendido antro del fado tradizionale nel cuore dell'Alfama, dove una ispiratissima Tina Santos, ottant'anni e non sentirli, mi ha raccontato dei giorni piu' belli di Amalia e della altre dive fadiste che per cautelarsi aprirono ristoranti a cui diedero il proprio nome; cenacoli di amore e malinconia in cui risuonavano le migliori voci del Portogallo. Tina, ancora oggi dotata di una voce dalla femminilità commovente, ha girato il mondo in concerto e sotto le luci fioche della parreirinha che condivide con la grande Argentina Santos non fatica a comprendere le piccole grandi amarezze di un turista italiano.
...intanto è uscito il secondo disco di Giuliano, buon ascolto e visione, visto che è in tour.
...intanto è morta Alda Merini, che per il sopraggiunto decesso non potrà piu' donarci una lirica fra le migliori del novecento ma nemmeno fomentare la passione per uno degli sport intramontabili di questo paese: il pellegrinaggio. Da alcuni anni io e la Merini abitavamo a pochi passi di distanza, ma non ho mai - per pudore e buon vicinato - preso in considerazione l'ipotesi di 'andarla a vedere' per poi ritrovarmi la sera con gli amici dell'arci a magnificare 'quanto poetico fosse lo sporco sotto le unghie di Alda', 'quanto crepuscolari le macchie di olio sul fornellino a gas di Alda', 'quanto pasoliniano l'unto dei capelli ingrigiti di Alda'. Anni di lavoro negli ospizi mi hanno insegnato che agli anziani acciaccati e stanchi le visite affettuose fanno sì un immenso piacere ma perdono di ogni significato, oltre a causare loro evitabili rotture coglioni, quando diventano presenzialisticamente frequenti e turbano la sacrosanta quiete in cui una poetessa, così come una persona qualunque, merita di prepararsi a morire.
Quiete che non verrà grazie al cielo piu' turbata neppure dalle farse a cui la Merini, per una punta di senile ingenuità e femminile narcisismo di artista, si concedeva accettando agghiaccianti ospitate alla corte di guappi del calibro di Chiambretti o Vincenzo Mollica. Malandrini della peggior specie, bellamente strafottenti circa il crescente italico disinteresse per la lettura, che la trattavano - se andava bene - come una rincoglionita e per completare l'opera le piazzavano vicino Malgioglio o il vincitore del Grande Fratello.
...intanto è morto anche Lévi-Strauss, che nelle interviste agli artisti impegnati sarà sempre molto meno citato di Lyotard o Baudrillard o Artaud o McLuhan o Schifano o Sarcazzo, ma sul tema 'chi siamo e da dove veniamo' ci ha detto molto ma molto di piu'. 'Tristi tropici' sarebbe un titolo stupendo per una canzone esotica e malinconica.
...intanto abbiamo finito di registrare il disco nuovo. Tutto quanto lo riguarda sta prendendo una forma che presto condivideremo con chi desidera ascoltare un altra manciata di canzoni degli Amor Fou. Come sempre confidando nella passione e nella pazienza di chi vorrà continuare a seguirci.

giovedì 8 ottobre 2009
Chi non finalizza ha sempre torto
lunedì 5 ottobre 2009
But when they played that song at the Death Disco
Milano dopo mezzanotte
Milano dispone di una delle reti tranviarie più estese d'Europa, risalenti alla fine dell' '800; il primo tram a cavalli è datato 1862, la prima tranvia elettrica 1893. La rete è andata crescendo negli anni, sino a raggiungere nel 1940 il suo massimo sviluppo (oltre 300 km di tracciato). Di tanta grandezza restano i modelli primo novecento dove, a memoria rimossa di un tempo di guerra - ossia di mutilati per la patria - sono ancora affissi i diviteti 'di sputare' e le targhette dei posti 'riservati gli invalidi'.


giovedì 24 settembre 2009
A Parte quel silenzio che ci separa

venerdì 17 luglio 2009
Le promesse
Tutto è maturo e pieno. Non sono minacciate le cose.
Queste parole di Sandro Penna dicono un pò del clima in cui stiamo lavorando. E' un'estate-non-estate, con pochissime vacanze, tante prove, tante decisioni da prendere: un autunno densissimo ci attende !
Il disco è quasi a metà ed è vario come non avremmo mai detto. Cresce fra sale di registrazione a uno sputo dal bellissimo naviglio grande, che piu'ci si allontana da Milano e piu' ci svela tracce di un'antica civiltà rurale, sepolta fra le architravi di immensi cascinali e accaldati paesini stretti attorno al proprio flebile passato. Nuove cose prendono forma nello studio di Paolo, l'ultimo arrivato della compagnia, locato nel bellissimo quartiere giardino di Baggio, che val bene una visita, anzi dieci o venti.
Ogni giorno che passa si aggiunge qualcosa. Piccoli incantesimi folkeggianti, coretti beatlesiani, tante immagini degli anni sessanta riviste con occhi e orecchie di oggi, molta new wave nelle chitarre. E' tutto nuovo e - almeno a noi- sembra vero, un pò come le panetterie di periferia in cui ci ristoriamo verso le undici.
Intanto registriamo alcuni episodi che vedrete sul palco nel tour autunnale, a breve annunciato.
Che sia in un lago, nel mare o in cielo, tuffatevi anche per noi.
AMOR FOU - Il periodo ipotetico from valentina villa on Vimeo.